
Ci sono progetti musicali che impiegano anni prima di trovare una forma precisa. E poi ce ne sono altri che, quasi senza che te ne accorga, nel giro di pochi mesi cominciano ad avere un’identità, un calendario, relazioni e una direzione. Con Electric Blue Experience a me è successa esattamente questa seconda cosa.
Conosco da tempo alcuni dei musicisti coinvolti e proprio per questo, forse, mi ha colpito ancora di più osservare quanto velocemente questa realtà sia cresciuta. Electric Blue Experience nella formazione attuale nasce a Torino nel 2026, ma non nasce nel vuoto: dietro ci sono musicisti che suonano insieme da anni, esperienze precedenti sui palchi italiani ed europei e soprattutto una quantità di lavoro che da fuori probabilmente non si vede.
Io faccio il videomaker, quindi per mestiere tendo a osservare ciò che sta dietro un’immagine: come viene costruita, cosa comunica e quanto è coerente con quello che poi esiste davvero. E credo sia anche per questo che EBE mi abbia incuriosito. Non soltanto per quello che si vede sul palco, ma per la velocità con cui attorno alla band si sta formando qualcosa di più ampio.
Una Cranberries tribute band che non vuole essere una fotografia
La definizione più immediata è naturalmente Cranberries tribute band. Electric Blue Experience porta sul palco canzoni come Dreams, Linger, Zombie, Ode to My Family, Animal Instinct e Promises. Ma fermarsi qui sarebbe riduttivo.
La formazione attuale riunisce Michela Gallia alla voce e chitarra, Giorgio Giardina alla chitarra, Orlando Barbuto al basso e alle chitarre ed Elvis D’Elia alla batteria. La cosa che mi colpisce è che non sembrano interessati a costruire una copia immobile dei Cranberries. Il loro claim, The Cranberries Reimagined, ha senso proprio per questo: il repertorio resta riconoscibile, ma viene attraversato da musicisti che hanno un proprio suono e un proprio modo di stare insieme.
Una band nuova, un percorso live che viene da più lontano
Una delle cose che inizialmente può confondere è la velocità con cui EBE si è presentata già strutturata. Electric Blue Experience è una nuova entità artistica nata nel 2026, con un nome e una formazione attuale chiaramente definiti. Sul sito ufficiale esiste anche una pagina dedicata all’identità di Electric Blue Experience, proprio per distinguere il progetto attuale dalle esperienze precedenti. Allo stesso tempo Giorgio Giardina ed Elvis D’Elia lavorano sul repertorio dei Cranberries dal 2018 e portano dentro la nuova band anni di concerti, prove e trasferte.
Questo, secondo me, spiega bene il paradosso: una band con pochi mesi di vita può avere alle spalle musicisti con anni di esperienza specifica su quel repertorio. Le due cose non si contraddicono. Anzi, probabilmente sono la ragione per cui il progetto ha potuto accelerare così in fretta.
Proclama: quando la sezione strumentale ha già una storia comune
C’è poi un altro elemento che aiuta parecchio a capire la band. Giorgio Giardina, Orlando Barbuto ed Elvis D’Elia sono anche il nucleo dei Proclama.
I Proclama non sono una costola della tribute band e non sono la stessa entità: sono un progetto di musica originale con una propria storia, dischi, scrittura e concerti. Ma il fatto che tre musicisti di Electric Blue Experience abbiano già condiviso per anni un percorso autoriale significa che sul palco non devono ancora imparare a conoscersi.
Personalmente trovo interessante proprio questo incrocio: musicisti abituati a scrivere brani propri entrano nel repertorio dei Cranberries senza smettere di ragionare da autori e arrangiatori. È probabilmente uno dei punti in cui il concetto di “Reimagined” smette di essere soltanto un claim.
Circuiti Umani: il laboratorio dietro la band
Un altro nome che ricorre attorno a Electric Blue Experience è Circuiti Umani, realtà torinese che lavora su produzione musicale, registrazione, arrangiamento e sviluppo di progetti artistici.
Da osservatore esterno, questa collaborazione mi sembra importante perché spiega perché EBE non si muova soltanto come “una band che cerca serate”. C’è un lavoro parallelo sul suono, sui contenuti, sulle registrazioni, sulle immagini, sulla comunicazione e sulla costruzione di un’identità riconoscibile.
Electric Blue Experience porta il live. Proclama porta una storia di musica originale. Circuiti Umani porta il lavoro di produzione e sviluppo. Sono realtà diverse, ma il fatto che dialoghino crea un piccolo ecosistema musicale che, a Torino, mi sembra tutt’altro che scontato.
Zoo Station e Fabio Lionello: quando entrano in gioco le relazioni
In questo percorso c’è anche la collaborazione con Zoo Station e con Fabio Lionello. Chi frequenta il mondo musicale torinese conosce Zoo Station come una realtà che da anni incrocia musicisti, sale, produzione e progetti.
La cosa interessante, dal mio punto di vista, non è soltanto aggiungere un altro nome alla lista. È vedere come attorno a una band così giovane comincino rapidamente a costruirsi relazioni con persone e strutture che hanno già un proprio percorso nella scena cittadina.
La cosa più sorprendente resta il calendario
Electric Blue Experience ha pochi mesi di vita nella formazione attuale, eppure il calendario ufficiale ha già cominciato ad allungarsi tra Torino, Piemonte, club, nuove date italiane e appuntamenti internazionali nel 2027.
E soprattutto c’è l’Irlanda. Per una Cranberries tribute band italiana non è una destinazione qualsiasi. Significa portare quelle canzoni nel Paese in cui sono nate, davanti a un pubblico che con Dolores O’Riordan e i Cranberries ha un rapporto inevitabilmente diverso dal nostro. Vedere una formazione nata nel 2026 avere già l’Irlanda nel calendario del 2027 è, per me, il segnale più evidente di quanto rapidamente il progetto abbia iniziato a guardare oltre Torino.
Non significa che tutto sia già fatto. Una band giovane deve ancora crescere, rodare il concerto, produrre immagini e video sempre più forti, capire quali strade funzionano davvero. Ma forse è proprio questo il bello: la sensazione non è quella di osservare un progetto arrivato, bensì un progetto che sta accelerando.
Una tribute band o qualcosa che sta diventando più grande?
Se qualcuno mi chiedesse oggi che cos’è Electric Blue Experience, la risposta più semplice sarebbe: una Cranberries tribute band di Torino. Ed è vero.
Ma ormai intorno a quella definizione vedo anche altro: una formazione nuova che porta dentro esperienza precedente, tre musicisti che condividono anche la storia dei Proclama, il lavoro di produzione di Circuiti Umani, la collaborazione con Zoo Station e Fabio Lionello, una comunicazione costruita con attenzione e un calendario che in pochi mesi ha già superato i confini locali.
Da videomaker tendo sempre a cercare il momento in cui una serie di immagini separate inizia a costruire una storia. Qui mi sembra stia succedendo qualcosa di simile.
Non so dove arriverà Electric Blue Experience. Sarebbe ridicolo fingere di saperlo oggi. So però che, pensando a quanto poco tempo è passato dalla nascita della formazione attuale e guardando quello che già esiste attorno al progetto, una cosa mi viene spontanea: vale la pena continuare a guardare.
Marco T.
Videomaker torinese e appassionato di musica live.
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